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  • CfP 2021: Linguaggio inclusivo e sessismo linguistico

    19 apr 2021

    È ancora sotto gli occhi di tutti la polemica dello scorso luglio sull’uso dell’asterisco e dello schwa in chiave inclusiva: Mattia Feltri pubblicò un articolo su “La Stampa” dal tono sarcastico, denigrando le posizioni sul tema di una non meglio precisata “accademica della Crusca”. Si scatenò un putiferio social che coinvolse direttamente il presidente dell’Accademia, il quale arrivò a scrivere una lettera aperta contro il giornalista e a minacciare di difendere l’Istituzione nelle «sedi opportune» (si veda post sulla pagina Facebook dell’Accademia della Crusca, pubblicato 30/07/2020). Una polemica che, come molte altre, si spense nel giro di pochi giorni ma che contribuì – forse l’unico aspetto positivo di tutta la vicenda – a riaccendere il dibattito sul linguaggio inclusivo: cosa vuol dire maschilismo e sessismo linguistico? Che rapporto c’è tra genere (o meglio gender) e lingua? E soprattutto: nell’ottica di tale linguaggio, quale sono le proposte adeguate e quali no? Sono solo alcune delle possibili questioni, e per la maggior parte di esse, al momento, non esiste una risposta soddisfacente e univoca. 

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